Chi è Frankie Manning?

Frankie Manning è il più famoso ballerino di Lindy Hop! Si Può dire di lui che sia stato il principale innovatore e diffusore di questo genere di ballo nella cosiddetta swing era (gli anni 30).

Frankie muove i primi passi ispirandosi alla prima generazione di lindy hoppers, guidata da George “Shorty” Snowden e Leroy “Stretch” Jones, per poi acquisire il suo inconfondibile stile, che si è diffuso ovunque e che ancora oggi caratterizza le sale da ballo swing di tutto il mondo. Questo nuovo modo di ballare che Frankie divulgò prese il nome di Savoy Style poiché fu proprio al SAVOY BALLROOM (la sala da ballo più famosa di Harlem) che tutto questo prese vita. Il suo modo di ballare era inconfondibile e nel giro di poco tempo tutti cominciarono ad imitarlo! Fu proprio sulla rovente pista del Savoy, per esempio, che Frankie inventò e sperimentò i primi Air Steps, un’innovazione assoluta nel Lindy Hop! Insomma quello che oggi noi balliamo, conosciamo ed identifichiamo come Lindy Hop, è figlio di questo grandioso ballerino!

Ma Frankie non si limitò a calcare la pista del Savoy vincendo innumerevoli gare persino contro i lindy hoppers di prima generazione come Shorty George. La sua opera di diffusione avviene fortemente attraverso i viaggi che fece per il mondo come coreografo e ballerino della compagnia Whitey’s Lindy Hoppers, nel periodo che va dalla fine degli anni ’30 ai primi anni ‘40. Ma non solo! La partecipazione a numerosi film incentivo ancora di più questo processo. Possiamo vedere Frankie scatenarsi in una famosissima scena nel film Hellzapoppin’, una scena che tutti i ballerini di Lindy Hop di oggi portano nel cuore come un’icona del ballo che tanto amano!

Negli anni cinquanta con il declino della danza swing, completamente soppiantata dal rock and roll, Frankie abbandona le scene e lavora in un ufficio postale per oltre trent’anni. Nel 1987 all’età di 72 anni, incoraggiato da alcuni ballerini appassionati del genere, riprende l’attività d’insegnamento e cura le coreografie di Black & Blue, musical messo in scena a Broadway. Nei primi anni novanta è consulente di Spike Lee per il film Malcolm X.

Grazie al suo ritorno negli anni Ottanta, il Lindy Hop riprese vita diffondendosi a macchia d’olio in tutto il mondo. Nominato ambasciatore del Lindy Hop, Manning continuò ad insegnare e a presenziare a numerosi festival swing in giro per il mondo. Portò avanti questa attività di divulgazione fino alla sua morte. Oggi una fonte di ispirazione e un punto di riferimento per i ballerini di tutto il mondo.

 

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Savoy Ballroom

Il Savoy fu la più amata e famosa sala da ballo nel periodo della swing era (gli anni 30) dove tutti i ballerini di Lindy Hop dell’epoca si riunivano per scatenarsi a ritmo di musica Swing!

Si trovava ad Harlem, New York City, era un locale da ballo di medie dimensioni (circa 930 m² di pista), in funzione dal 12 marzo 1926 al 10 luglio 1958.

Quello che la rese particolarmente famosa fu il fatto di essere una sala da ballo dove potevano entrare sia le persone bianche che le persone di colore e questo all’epoca non era affatto cosa comune! Questo magico luogo di integrazione razziale fu la culla di grandi ispirazioni creative nel mondo del ballo. Il lindy hop per come lo conosciamo oggi, infatti, si sviluppo in tutte le sue caratteristiche proprio sulla pista del Savoy. Ed e per questo che il cosiddetto savoy style è il più diffuso al mondo.

In questa storica sala da ballo suonarono le migliori big band dell’epoca capitanate da grandiosi musicisti come Duke Ellington, Count Basie, Benny Goodman, Chick Webb, accompagnati da incredibili cantanti della portata di Ella Fitzgerald. Vi si tennero le famose “Battle of the Band”, sfide tra gruppi musicali a colpi di Swing! Nella sala c’erano due palchi ed ognuna delle due band alternandosi nella esecuzione dei brani dava il massimo che poteva per vincere la sfida! I ballerini di Lindy Hop erano esaltatati da tanta energia e danzavano su ritmi incredibili per tutta la notte. Il Savoy è stato l’unico locale da ballo ad avere la presenza costante di una élite qualificata dei migliori ballerini come i Whitey’s Lindy Hoppers che si esibivano anche a livello professionale in produzioni di Broadway e Hollywood.

Insomma tutto nacque lì! Il Lindy Hop, il ballo che tanto ci appassiona prese vita in questo magico luogo. Luogo dove l’unica musa ispiratrice era la musica Swing. Il Savoy fu una realtà viva e spontanea senza limiti culturali o razziali e carica di un’energia unica che ogni ballerino di Swing potrà di certo chiudere gli occhi ed immaginare!

La sala da ballo venne chiusa nel 1958 e l’edificio in cui era ospitata venne demolito e sostituito con un complesso residenziale denominato Delano Village.

Il 26 maggio 2002 venne posta una targa commemorativa per il Savoy Ballroom in Lenox Avenue tra la 140° e 141° street. Alla cerimonia erano presenti Frankie Manning e Norma Miller, membri ancora vivi degli Whitey’s Lindy Hoppers e ad oggi i lindy hoppers di tutto il mondo rendono omaggio al Savoy andando in visita in questo magico luogo.

                 

Il Lindy Hop e le sue radici

Breakaway e Charleston, alcuni dei balli che diedero vita al Lindy Hop!

Leggi questo articolo tratto dalla biografia di Frankie Menning e potrai saperne di più!

“Ad Harlem il charleston era un ballo largamente diffuso, “very big” come dice Frankie: “Lo sentivi dappertutto: nei dischi, alle feste, e negli spettacoli di vaudeville. A ballarlo c’erano le ballerine di fila o le showgirl, o chiunque fosse, e c’erano tantissime gare di charleston”.

Frankie ricorda che, in principio, i passi di charleston venivano eseguiti singolarmente o da una coppia separata, mentre il breakaway presupponeva che i ballerini danzassero insieme. Non appena i due balli cominciarono a svilupparsi in sala, anche il charleston si cominciò a fare a coppie, nella posizione classica di ballo da sala. Presto il breakaway prese a incorporare passi di charleston e alla fine le due danze mescolate si trovarono a costituire le basi da cui sarebbe nato il Lindy hop. […]
Alla fine del decennio, il charleston era stato in gran parte assorbito dal Lindy hop. Nel corso degli anni Trenta i ballerini del Savoy crearono moltissime variazioni di charleston, come il turn-over, l’hand to hand, il long-legged, il flying, lo squat e molte altre. Visto che queste figure individuali divennero parte integrante del vocabolario del Lindy, il charleston trovò una nuova vita. In ogni caso Frankie e gli altri ballerini del Savoy pensavano di eseguire passi di charleston dentro il Lindy. Non pensarono mai a se stessi come ballerini di charleston.

Il Lindy hop si sviluppò in un arco di tempo più lungo rispetto al breakaway, ebbe quindi un periodo di crescita più lento, nel corso del quale si trovò esposto a molteplici influenze esterne. Una delle principali differenze tra i due balli era lo spazio necessario per eseguirli. […] Nel breakaway i piedi dei ballerini descrivevano un piccolo cerchio, ma presto in Lindy hop sviluppa una traiettoria più ampia è più oblunga sulla pista da ballo. A riprova di questo, è stato mentre ballava Lindy hop al Renaissance che Frankie ricorda per la prima volta di aver fatto un vero su swing out.

Il grande successo del Lindy hop era anche la risposta diretta alla musica da ballo di Harlem e ai suoi continui sviluppi e trasformazioni. Nel breakaway, sempre in posizione da ballo da sala, i ballerini si muovevano leggermente da un lato sull’uno e sul due, consentendosi una separazione che era breve in termini di tempo e molto ristretta in termini di spazio. Verso la fine dell’evoluzione del breakaway, questa separazione includeva anche un breve rilascio della mano – destra per l’uomo e sinistra per la donna. I ritmi sostenuti dello swing si riflettevano nel Lindy con una più ampia e più lunga separazione tra i due ballerini, con il rilascio della mano o, in alcuni casi, di entrambe.
I tempi più lunghi e un maggiore spazio a disposizione diedero una notevole spinta all’improvvisazione, accrescendone le opportunità.

Il suo continuo sviluppo divenne presto una vera e propria caratteristica del Lindy hop, che apriva le porte a una valanga inarrestabile di passi sempre nuovi.

Sebbene il breakaway e il Lindy condividessero la stessa base in otto, quest’ultimo finì per includere una più ampia varietà di passi, che riflettevano i ritmi e le dinamiche maggiormente complesse della nuova forma di jazz sulla quale veniva ballato – lo swing.”

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Bibliografia: 

Frankie Manning e Cynthia R. Millman, Frankie Manning Ambasciatore del Lindy Hop, edizioni Derive Approdi 

“Il Lindy Hop” – Documentario

 

“Il Lindy Hop” – Documentario creato e diretto dall’associazione Feel that Swing in occasione dello spettacolo di fine anno accademico 2016/2017.

Se siete curiosi di sapere cos’è il Lindy Hop o volete saperne qualcosa di più, questo breve documentario è quello che fa per voi! Una descrizione fatta di immagini e parole per un quadro generale che vi farà amare sempre di più questo mondo e questa cultura!

BUONA VISIONE!

 

La rinascita dello Swing

La storia della rinascita del Lindy Hop nell’epoca moderna è davvero affascinante! La cosa più emozionante è pensare che grandi ballerini della portata di Frankie Manning e Norma Miller, che negli anni 30 rappresentarono il Lindy Hop nella sua massima fioritura, con l’avvento di nuovi generi musicali e di ballo finirono nell’oblio. In questo oblio rischiarono di restarci se non ci fosse stata quella telefonata nel 1984 che, come per incanto, diede l’avvio ad una nuova era della danze swing….

La fine dell’epoca delle Big band segnò il declino della grande era dello swing.  Negli anni ’50 i locali di New York dove si poteva ancora ballare erano oramai pochi. Anche il Savoy, considerata la sala da ballo con la “S” maiuscola e vero e proprio cuore pulsante del Lindy Hop, chiuse nel 1958.

Anche Frankie Manning, conosciuto come “il re dello Swing”, si ritirò dalle piste da ballo pochi anni dopo e cominciò a lavorare in un ufficio postale. Norma Miller, invece, cercò di reinventarsi dedicandosi ad altri generi di spettacolo ed intrattenimento. La musica era cambiata e il modo di ballare mutò insieme ad essa. Il Rock ‘n Roll diventò il genere dominante e la grande era della musica e delle danze Swing sembrò davvero volta al termine.

Fortunatamente qualcosa ne ribaltò le sorti anche se dopo decenni di silenzio. Si può parlare di una vera e propria rinascita il cui inizio fu segnato da una telefonata: era il 1984 e Norma Miller chiamò Frankie Manning per comunicargli che lo Small Paradise, un vecchio locale di Harlem, aveva ricominciato a organizzare serate swing con musica dal vivo. Questo era davvero un segno! Forse lo swing non era stato davvero dimenticato!

La vera svolta ci fu però nel 1985, quando un gruppo di ballerini si appassionò al lindy hop e formò la New York Swing Dance Society (NYSDS), aprì un locale in centro chiamato Cat Club. Finalmente gli appassionati poterono nuovamente ritrovarsi per ballare al ritmo di vere Big Band! Sembrava di riassaporare quello che era il vecchio Savoy, per la prima volta dalla sua chiusura.  Fu a questo punto che Frankie Manning fu ingaggiato per insegnare a questo gruppo di nuovi ballerini quello che era l’autentico lindy hop e che solo lui e pochi altri ballerini al mondo ormai conoscevano.

Ma fu un’altra telefonata a cambiare il destino di Frankie nel 1986, e con il suo quello del Lindy Hop. Questa volta a chiamare furono Erin Stevens e Steven Mitchell, insegnanti di ballo californiani e appassionati di Lindy Hop. Chiesero la disponibilità per alcune lezioni durante un loro soggiorno a New York e questo fu il primo dei tanti workshop che Frankie tenne negli anni successivi. Da questo ne derivò la nascita della compagnia di ballo ufficiale Big Apple Lindy Hoppers. Il Re dello Swing ne divenne un vero e proprio ambasciatore!

Furono Erin e Steven, durante un loro viaggio a Londra, a parlare di Frankie allo svedese Lennart Weserlund, componente dei Rhythm Hot Shoes (poi Harlem Hot Shot), un gruppetto di ballerini che si appassionarono al Lindy Hop guardando e riguardando per ore le videocassette dei film Hellzapoppin e A day at the races. Sull’ onda dell’entusiasmo prenotarono un volo per New York, e una volta lì iniziarono a cercare Frankie usando l’elenco del telefono. Ecco che la più famosa telefonata nella storia del Lindy Hop stava per compiersi! Da quel momento Frankie divenne ospite fisso presso dell’Herrang Dance Camp, il festival di swing organizzato da Lennart Weserlund. Questa piccola manifestazione di provincia, nata con 80 ballerini svedesi,  oggi ne ospita oltre 3500 da 40 paesi. Questo passaggio segna l’avvio della grande diffusione del Lindy Hop in Europa: Come una valanga i partecipanti diffusero nei propri paesi ciò che avevano appreso, ispirarono molti altri ballerini e contribuirono all’evoluzione della danza stessa, dando il via ad altri Festival in tutto il mondo.

In Italia, negli anni ’50 esistevano già delle comunità di ballerini di boogie woogie, mentre la “valanga Lindy Hop” originata dalla Svezia arrivò nel Bel Paese negli anni ’90. Inizialmente  fu un fenomeno di nicchia per piccoli gruppi di appassionati nelle maggiori città mentre oggi non esiste regione nella quale non si possa contattare una comunità locale di ballerini swing e ballare insieme in qualche serata.

La scena romana è una delle più attive di Italia: vanta numerose scuole e frequenti serate con musica dal vivo, grazie alle quali la cultura swing continua a diffondersi anno dopo anno.

 

a cura di Aldo Simone e Giulia Cova